L’Università di Trento progetta case ‘impermeabili’ ai terremoti

21 ottobre 2019
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In molte zone d’Italia e del mondo, i terremoti rappresentano una minaccia costante e concreta, un nemico con cui fare i conti, un mostro che si risveglia a intervalli regolari per portare morte e distruzione. Per quanto riguarda il nostro Paese, la memoria va naturalmente al terremoto che nel 2009 in Abruzzo provocò la morte di oltre 300 persone, ma anche a quelli del 2012 in Emilia (20 morti) e del 2016 ad Amatrice (299 morti).


Nel nostro Paese, così morfologicamente fragile, per gran parte sviluppato lungo una faglia tutt’ora attiva, sono nate alcune delle ricerche più interessanti in fatto di edifici antisismici. Il Trentino – Alto Adige, in particolare, guida gli studi sugli edifici antisismici in legno. Da qui provenivano, infatti, gran parte delle strutture abitative e di servizio allestite nei centri terremotati nei mesi successivi al sisma.


Non stupisce quindi che la ricerca sulle case ‘invisibili’ al terremoto sia stata portata avanti nei laboratori dell’Università di Trento. Lo studio è arrivato alla ribalta delle cronache nelle scorse settimane, dopo aver conquistato la copertina di “Proceedings of the Royal Society A”, famosa rivista scientifica britannica.


Così come un sottomarino può essere reso invisibile al sonar di una nave che cerca di localizzarlo, allo stesso modo un edificio può essere ‘nascosto’ alle onde di un sisma. La ricerca sull’invisibilità elastica è importante nella ingegneria sismica perché rendere un edificio invisibile a un sisma significa proteggerlo.
Ma in che modo si riesce a schermare una costruzione? A spiegarlo sono i componenti del team che ha lavorato al progetto, Diego Misseroni e Davide Bigoni, rispettivamente ricercatore e professore al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento.


«In laboratorio siamo riusciti a rendere un edificio ‘invisibile’ al terremoto: abbiamo realizzato una struttura con alcune aperture che abbiamo rinforzato per renderle invisibili alle vibrazioni, facendo in modo che non disturbino il comportamento sismico della struttura».


Lo studio apre prospettive promettenti per studiare una nuova tipologia di costruzioni antisismiche accomunate dall’essere ‘impermeabili’ alle onde generate da un terremoto, che quindi le attraversano senza distruggerle.
Per questo Diego Misseroni e Davide Bigoni dell’Università di Trento, assieme ad Alexander Movchan dell’University of Liverpool, hanno ottenuto la copertina di “Proceedings” con un articolo nel quale descrivono l’invisibilità elastica ottenuta con esperimenti realizzati nell'Instability Lab del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento.


Il gruppo di ricerca del professor Bigoni non è nuovo a questo genere di riconoscimenti, infatti è la quinta volta negli ultimi cinque anni che la rivista dedica una copertina a un lavoro sviluppato dal suo team di ricerca.