Incentivi e tassi bassi: così riparte l’edilizia

23 aprile 2019
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La kermesse “A… come costruzioni”, organizzata a Levico dall’Associazione Artigiani del Trentino, è stata un’occasione preziosa per fare il punto sulla situazione del settore in provincia di Trento. Il momento più significativo è stata forse la tavola rotonda inaugurale, "Il futuro dell'edilizia - Tra luci ed ombre", che ha coinvolto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l'assessore Roberto Failoni, il presidente dell'Associazione Artigiani Marco Segatta e il presidente della Federazione edilizia Stefano Debortoli.
La crisi che ha colpito l’Italia nel decennio scorso ha pesato particolarmente sul settore dell’edilizia, causando la perdita di oltre 1.500 imprese e 7.400 posti di lavoro. Lo scorso anno i primi timidi segnali di ripresa, con un incremento del fatturato del 5,3% e un aumento dell’occupazione dell’1,3%. Troppo poco per poter dire di esserne realmente usciti, ma pur sempre un segnale incoraggiante.
I primi mesi del 2019, pur nelle avvisaglie generalizzate di un nuovo rallentamento dell’economia, confermano il trend positivo per il settore, con la crescita, ad esempio, dei mutui erogati per l’acquisto di un’abitazione.
Quali sono gli ingredienti che hanno permesso di invertire il trend e recuperare (parte) del terreno perduto? Una scossa al mercato sicuramente è venuta dagli incentivi messi in campo dallo Stato e dalla Provincia. Il Trentino è infatti il territorio in Italia che meglio ha saputo utilizzare le detrazioni per ristrutturazioni e risparmio energetico. A queste si aggiungono poi gli investimenti provinciali: gli 8 milioni di euro stanziati per pagare gli interessi sui mutui bancari che anticipano le detrazioni d’imposta hanno permesso di attivare piccoli e grandi cantieri per un valore vicino ai 280 milioni.
Quello che occorre fare ora, hanno ribadito i rappresentanti degli artigiani, è rendere strutturale questo aiuto, in modo da poter soddisfare le centinaia di domande ancora inevase.
Allo stesso tempo, è urgente sveltire gli appalti pubblici, semplificando le normative e alzando il limite per l’affidamento diretto. In provincia di Trento stanno per partire cantieri per centinaia di milioni di euro, in parte per risanare i danni causati dal maltempo, in parte per ammodernare scuole, strade e altre infrastrutture di competenza comunale.
L’altro grande fronte su cui è necessario intervenire è quello dell’accesso al credito. La localizzazione a Trento del neonato gruppo di Cassa Centrale Banca dovrebbe portare vantaggi per le nostre imprese, ha auspicato il presidente Fugatti. Quel che è certo è che i tassi continuano a rimanere molto bassi, agevolando quindi l’accesso al credito da parte di cittadini e imprese.
Nel mercato immobiliare privato, in particolare, continua ad andare forte il tasso fisso, scelto da quasi il 90% di chi accende un mutuo. Molto apprezzati anche i mutui a tasso variabile ma con tetto massimo (cosiddetti “cap rate”), che in qualche modo abbinano i vantaggi di entrambe le formule. Queste condizioni hanno permesso lo scorso anno al mercato italiano dei mutui di raggiungere il ragguardevole valore di 50 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto al 2017. L’auspicio è che il momento favorevole si confermi anche nell’anno in corso, a tutto vantaggio di chi deve comprare casa, ma anche delle imprese che operano nel settore dell’edilizia.